Lenciclopedia della cacata
3 Agosto 2026
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LIBRO CULT

Cime Tempestose

di Emily Brontë (GB 1847)

Il romanzo, capolavoro del gotico tragico britannico, racconta la storia passionale e distruttiva d’amore e vendetta tra il trovatello Heathcliff e Catherine Earnshaw, ambientata nelle cupe brughiere dello Yorkshire. La narrazione, esempio di come le ossessioni passionali siano devastanti, coinvolge due generazioni ed è esplicata tramite i ricordi della governante Nelly Dean all’inquilino Lockwood.

4 Agosto 2026
CACOpeople
personaggi da conoscere

Werner Brombach 

 il birraio che ha portato la weissbier nel mondo

Brombach non era semplicemente il proprietario di Erdinger Weißbräu, il birrificio privato fondato a Erding nel 1886. Era l’uomo che ha trasformato una piccola realtà bavarese da 40.000 ettolitri l’anno in uno dei nomi più riconosciuti al mondo quando si parla di birra di frumento. E lo ha fatto partendo da un’intuizione semplice ma, per l’epoca, quasi rivoluzionaria: portare la weissbier fuori dai confini della Baviera, in un momento storico in cui nessuno, nel suo settore, pensava ancora in termini di “brand”. 

Werner Brombach non solo era un grande personaggio del mondo birrario, era anche un vero filantropo, per l’impegno concreto che ha sempre messo nelle attività a carattere sociale legate al suo territorio. Non un manager distante, ma un uomo che diceva di sé: “Lo scopo della mia vita è essere un birraio nell’anima e nel corpo“.

Entrato nell’azienda di famiglia nel 1965, accanto al padre Franz, Brombach ne assunse la piena guida dieci anni dopo, nel 1975. Da lì iniziò una crescita che ha del clamoroso, ma sempre governata con equilibrio: 225.000 ettolitri già nel 1977, il milione di ettolitri superato per la prima volta nel 1990. Numeri che raccontano una strategia fatta di qualità senza compromessi e di una comunicazione di marchio semplice, diretta, capace di parlare a un pubblico sempre più ampio.

Nel 1991 arrivò anche l’acquisizione del birrificio Fischer’s Stiftungsbräu, un gesto che diceva molto di lui: non solo espansione commerciale, ma anche volontà di custodire la tradizione secolare della birra Helles nella sua città.

Brombach aveva già impostato la successione con lucidità: nel 2022 aveva passato la guida operativa al Dr. Stefan Kreisz, mantenendo però il legame con l’azienda. Nel 2025, da unico azionista, aveva trasferito le sue quote alla Fondazione della famiglia Werner Brombach, di cui è rimasto amministratore fino alla fine, con un obiettivo chiaro: che Erding resti per sempre patria autentica della cultura brassicola bavarese.

11 Agosto 2026
CACOriosity
curiosità da soddisfare

Berlino approva rave party in centro gratuiti

Una notizia che farà piacere alla scena dei rave berlinesi: il distretto di Friedrichshain-Kreuzberg diventa il primo a Berlino a offrire un’area ufficialmente legale per i Free Open Air, gli eventi musicali gratuiti e non commerciali che da decenni animano la città restando però fuori da ogni regola. Lo spazio si trova nel Gleisdreieckpark, su un’area pavimentata a nord dello skatepark, vicino al chiosco Pauls und Paulas: già dotata di bagni, fontanelle e buoni collegamenti con i mezzi pubblici. Chi organizza un evento dovrà registrarlo online tra 72 e 24 ore prima; solo dopo la conferma delle autorità la festa potrà davvero iniziare. La musica sarà permessa fino alle 22, anche la domenica, seguendo un modello già testato a Halle e Brema. 

Il progetto verrà presto integrato nel portale Raumsonde. Un passo che trasforma una pratica finora tollerata a fatica in una parte riconosciuta della cultura berlinese.

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13 Agosto 2026
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COMIX

Cowboy Bebop

di  Dan Watters, Lamar Mathurin (2026)

Anno 2171. La Terra è ormai inabitabile e l’umanità ha colonizzato gran parte dei pianeti e delle lune del sistema solare. In un mondo sempre più dominato dal crimine, l’Inter Solar System Police ha legalizzato il sistema delle taglie: cacciatori autorizzati, noti come “Cowboys”, inseguono e catturano criminali in cambio di ricompense. Tra loro ci sono Spike Spiegel, Jet Black e Faye Valentine, l’improbabile equipaggio della Bebop: tre cacciatori di taglie pieni di segreti, costretti a collaborare tra inseguimenti, vecchi nemici e occasioni troppo ghiotte per essere ignorate. (da shockdomedizioni.it)

segnalato da Panda Comix-Cesena

18 Agosto 2026
La valigia di Pimpi
una pin-up in viaggio fai-da-te

Itinerario di una giornata nell’Appennino parmense: il Castello di Bardi

È  in arrivo la voglia di gite autunnali! Ci sta! Dopo tanto caldo e obiettivamente troppo (troppo) sole, un po’ di atmosfere “cozy” ce le meritiamo. L’autunno è la stagione perfetta per scoprire colline, borghi e castelli.

Ti porto in Emilia e più precisamente a Bardi, destinazione facilmente raggiungibile dalla Romagna per una gita in giornata. Ottima scelta non solo per gli appassionati di storia medievale, ma anche per chi va a caccia di misteri e di buona cucina.

Salendo dalla pianura parmense, lasciandosi alle spalle la via Emilia e l’autostrada, si imbocca la provinciale che risale la Val Ceno. Tra tornanti, qualche frazione con le persiane verdi e i gerani sul davanzale, improvvisamente, dietro l’ennesima curva, compare in lontananza. La Fortezza di Bardi, piantata su uno sperone di diaspro rosso, è la vedetta dell’intera valle e del piccolo borgo.

Grazie alla visita guidata è possibile scoprire almeno 30 punti di interesse, come i camminamenti di ronda, il bastione d’artiglieria, la ghiacciaia, il corpo di guardia, le segrete, la sala delle torture e via dicendo.

Ciò che affascina di questo castello è anche la sua leggenda. 

Siamo tra il XV e il XVI secolo, Soleste è la figlia del castellano, mentre Moroello il comandante delle truppe della Fortezza. Un amore impossibile che finisce in tragedia inquieta ancora ai giorni nostri. Alla fine degli anni ‘90 una ricerca da parte di specialisti “acchiappa-fantasmi” rilevò con la termocamera una sagoma riconducibile al mezzo busto di un cavaliere che risulterebbe coerente con l’epoca della leggenda.  

Il castello organizza diversi eventi a tema, tra cui anche aperitivi al tramonto. 

Una volta scesi nel borgo andate verso sinistra per vedere la chiesa di San Francesco che si affaccia su un panorama pazzesco sulla Val Ceno.

Tornando sui propri passi e prendendo la via principale, si può passeggiare tra botteghe storiche e ristoranti tipici per dedicarsi al gusto!

Qualche esempio?

Non perdetevi i “crocetti”. Il nome deriva dallo stampo di legno, intagliato da artigiani. Al centro della formella veniva incisa una croce o le iniziali della famiglia a cui era destinato lo stampo. Si servono conditi con un sugo di stracotto di manzo.

Per secondo scegliete la Picaja ripiena, che deriva dal dialetto “impiccato”. Si tratta di una tasca di vitello ripiena con pangrattato, formaggio, uova e il segreto della cuoca.

22 Agosto 2026
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FILM

La fine di Oak Street 

di David Robert Mitchell (2026)

È strano mettere insieme i pezzi della carriera di David Robert Mitchell, regista nato nel panorama indie (di cui ha riscritto alcuni criteri con il suo It Follows), quasi scomparso dopo l’ambizioso postmodernismo di Under the Silver Lake (visto da pochissimi), tornato in una veste completamente nuova con questo ultimo progetto. Perchè il nuovo film prodotto da J.J. Abrams non è di certo un’operetta indipendente: tra echi dell’indimenticato cinema di genere degli anni ’80, con Spielberg in prima fila e un’indole e un’inquietudine piú da autore contemporaneo, tra la famiglia e la paura, l’avventura e la violenza, i dinosauri e la fantascienza piú stramba. Non funziona di sicuro tutto (alcuni dialoghi sono terribili e non tutte le sequenze sono pensate e montate a dovere), a tratti risulta goffo… ma a conti fatti rimane il blockbuster piú divertente dell’estate.

23 Agosto 2026
CACOsip
voCACObolario di sorsi diVINI

ORANGE WINE

Questo mese sfatiamo uno dei miti più diffusi del mondo del vino: l’orange wine non è un vino fatto con le arance. 

Il nome, in effetti, è un po’ fuorviante. Sarebbe più corretto chiamarlo “vino macerato” o, se vogliamo fare i fighi, “skin contact wine”.

Si tratta infatti di un vino bianco ottenuto lasciando il mosto a contatto con le bucce dell’uva durante la fermentazione. Dalle bucce si estraggono aromi, tannini e colore: ecco perché il vino assume quelle splendide sfumature che vanno dal dorato intenso all’ambrato, fino all’arancione.

È una moda degli ultimi anni? Macché! Questa tecnica era usata già 8.000 anni fa, in Georgia, dove le uve bianche venivano fermentate a contatto con le bucce 

all’interno dei qvevri, grandi anfore di terracotta interrate. Negli ultimi anni l’orange wine è tornato sotto i riflettori grazie alla crescente attenzione verso i vini artigianali e naturali.

Anche noi romagnoli abbiamo il nostro “orange wine”: l’Albana. Questo storico vitigno autoctono, nella sua versione tradizionale macerata sulle bucce, dà vita a vini strutturati, intensi, dal colore ambrato, con una piacevole trama tannica. E sono vini che si sposano benissimo con la ricca cucina del territorio! Se non l’hai mai provata, chiamami per una degustazione a domicilio.

27 Agosto 2026
CACOriosity
curiosità da soddisfare

il giornale da seminare

E se, dopo aver letto un giornale, potessi piantarlo?

In Giappone qualche anno fa  è stata realizzata un’edizione speciale di giornale davvero particolare: una carta biodegradabile contenente semi.

Dopo averlo letto, invece di buttarlo, si può strappare in piccoli pezzi, piantarlo nel terriccio e annaffiarlo.

La carta lentamente si degrada, mentre i semi germogliano e possono trasformarsi in fiori, come papaveri e margherite.

Un’idea semplice ma sorprendente: prima il giornale diventa informazione, poi diventa vita.

Un modo originale per far si che ciò che consumiamo può avere una seconda vita. E, in questo caso, può persino fiorire. 

31 Agosto 2026
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MUSICA

Natureboy (10th Anniversary Edition)

di Natureboy Flako (2025)

A dieci anni dalla sua uscita originale, l’album di debutto di Flako, Natureboy, torna per la prima volta in assoluto in vinile in un’edizione speciale per il decimo anniversario.

Nel 2015, Natureboy si affermò come una rara gemma nell’underground elettronico: un disco che sfidava generi e aspettative. Acclamato da Bleep come “una delle uscite più sorprendentemente uniche e originali” e incoronato Album dell’Anno, rimane ancora oggi uno dei lavori più singolari, emozionanti e innovativi della sua epoca. Con il contributo straordinario di Miguel Atwood-Ferguson e la voce evocativa di Dirg Gerner, Natureboy bilancia la bellezza orchestrale con profonde texture elettroniche e un’intricata scienza ritmica, creando un universo sonoro immersivo senza eguali.

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La NON rassegnata stampa